In breve

  • Dal 2026 sullo scontrino conta anche come paga il cliente. Battere «contanti» quando il cliente paga con il POS, o il contrario, è un errore.
  • Dal 12 agosto 2026 c’è una tolleranza del 5%: niente sanzione se gli errori restano entro il 5% dei pagamenti con carta. Si contano le operazioni, non gli euro.
  • Lo scontrino sbagliato si corregge con l’annullo e uno scontrino nuovo. Ancora meglio: una cassa collegata al POS, che il tipo di pagamento non lo sbaglia.

Il cliente paga con la carta, ma alla cassa parte il tasto «contanti». Oppure il contrario. Fino a poco tempo fa era una svista senza conseguenze. Dal 2026 non più: l’Agenzia delle Entrate confronta i pagamenti con carta incassati dal POS con quelli registrati sugli scontrini.

Perché il tipo di pagamento ora conta

Ogni scontrino registra anche come è stato pagato, e il registratore trasmette all’Agenzia i pagamenti elettronici della giornata. Con l’abbinamento tra POS e registratore, l’Agenzia sa anche quale POS usi con quale cassa. Se il POS ha incassato 100 pagamenti con carta e gli scontrini ne riportano 90 come pagamento elettronico, i conti non tornano.

Un errore sul tipo di pagamento non cambia l’IVA da versare, ma per legge è comunque una violazione: sono previste sanzioni per ogni trasmissione sbagliata e, se gli errori si ripetono, anche la sospensione della licenza.

La tolleranza del 5%: come funziona

Con il decreto legislativo 148/2026, il cosiddetto «correttivo Omnibus», in vigore dal 12 agosto 2026, è arrivata una tolleranza: se gli errori restano entro il 5%, niente sanzione, e quegli errori non contano nemmeno per la sospensione della licenza.

Si contano le operazioni, non gli euro. Si confronta il numero dei pagamenti con carta accettati dal POS con il numero delle operazioni registrate in cassa come pagamento elettronico. Per esempio:

  • 100 pagamenti con carta, 96 registrati come elettronici: scarto del 4%, nessuna sanzione;
  • 100 pagamenti con carta, 94 registrati come elettronici: scarto del 6%, la tolleranza non vale;
  • 20 pagamenti con carta, 18 registrati come elettronici: scarto del 10%, la tolleranza non vale.

Secondo la lettura più diffusa il conto si fa giorno per giorno: ogni giornata fa storia a sé, e gli errori non si compensano sulla settimana o sul mese. Per un negozio con pochi pagamenti con carta vuol dire che basta poco: con meno di 20 pagamenti con carta al giorno, anche un solo errore supera il 5%. Su alcuni dettagli del calcolo si aspettano ancora chiarimenti ufficiali.

Cosa la tolleranza non copre

  • Gli scontrini non emessi. Se un pagamento con carta non ha nessuno scontrino, non è un errore di tasto: la tolleranza non c’entra.
  • Gli errori che cambiano l’IVA o gli importi. La tolleranza vale solo per le differenze di forma, che non toccano l’imposta.
  • I controlli. La tolleranza toglie la sanzione, ma differenze che si ripetono possono comunque far scattare verifiche.

Il tasto giusto lo sceglie la cassa

Con una cassa collegata al POS, o con il POS integrato, importo e tipo di pagamento passano in automatico: l’errore di tasto sparisce. FERDINET ti dice se la tua cassa si può collegare.

Come correggere uno scontrino con il pagamento sbagliato

  1. Fai l’annullo dello scontrino sbagliato dalla stessa cassa che l’ha emesso: la cassa stampa un documento di annullo con i dati di quello originale.
  2. Emetti uno scontrino nuovo, con lo stesso importo e il tipo di pagamento giusto.
  3. Tieni insieme lo scontrino sbagliato, l’annullo e la ricevuta del POS, così puoi sempre spiegare cosa è successo.

Il momento migliore è subito, con il cliente ancora davanti. Se te ne accorgi più tardi, l’annullo si fa comunque indicando numero e data dello scontrino da annullare. I passaggi cambiano da un modello all’altro: il tecnico ti mostra come si fanno sulla tua cassa.

La carta viene rifiutata dopo lo scontrino

Se hai già emesso lo scontrino come pagamento elettronico e la carta non passa, annulla lo scontrino ed emettine uno nuovo con il pagamento che il cliente fa davvero.

Il cliente paga in parte in contanti e in parte con la carta

Batti le due parti con i due tasti: prima l’importo in contanti, poi il resto con il tasto della carta. Così sullo scontrino risultano tutti e due i pagamenti.

Come evitare l’errore

  • Tasti chiari. La cassa si può programmare con un tasto «CARTA» o «POS» ben distinto da «CONTANTI».
  • Cassa collegata al POS. Con il collegamento, o con una cassa con POS integrato, importo e tipo di pagamento passano in automatico.
  • Controllo a fine giornata. Confronta il numero e il totale dei pagamenti sulla chiusura del POS con i pagamenti elettronici sulla chiusura della cassa: se qualcosa non torna, lo scopri lo stesso giorno e puoi correggere.
  • Chi sta alla cassa deve saperlo. È l’errore più facile da fare quando c’è fila.

Domande frequenti

Se sbaglio una volta prendo la sanzione?

Se gli errori della giornata restano entro il 5% dei pagamenti con carta, no. Ma con pochi pagamenti con carta anche un solo errore può superare la soglia: per questo conviene correggerlo subito, con l’annullo e lo scontrino nuovo.

La tolleranza vale anche sugli importi?

No. Si contano solo le operazioni, e non copre gli scontrini non emessi.

Basta aver fatto l’abbinamento tra POS e cassa?

No. L’abbinamento dice all’Agenzia quale POS usi con quale cassa, ma il tipo di pagamento va comunque scelto giusto su ogni scontrino. A meno che la cassa non riceva il pagamento direttamente dal POS.

Basta errori tra contanti e carta

Chiama o scrivi: risponde il tecnico, nelle province di Vicenza, Padova, Treviso e Venezia.

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